nuova stagione nuove speranze

Cari apicoltori, dopo il doveroso riposo invernale faccio di nuovo capolino su questo mio diario, come l'ape sul predellino valuta se fare un primo giro per sgranchirsi le ali o attendere giornate più calde. Anche se, a dirla tutta, l'apicoltore in inverno non riposa per niente, anzi: rimessaggio e pulizia delle arnie, controllo del materiale, acquisto di quanto si prevede di utilizzare nella stagione apistica entrante... Insomma, abbiamo lasciato le pantofole inutilizzate in un angolo della casa! Viste le temperature più miti di questi giorni e la contemporanea fioritura del nocciolo, possiamo dire con sicurezza che è partita la nuova stagione: se volessimo fare una visitina troveremo molto probabilmente delle rosette di covata su qualche telaio. Probabilmente si tratta di una breve parentesi di bel tempo, in quanto è previsto un ritorno al freddo. Così, si consiglia di approfittare delle giornate relativamente calde, con temperature massime che arrivino almeno ai 12-14 °C, per fare una breve visita alle famiglie in modo da valutare la forza di ciascuna, ed eventualmente ricompattarla se il fisiologico calo numerico lo dovesse richiedere. Questo periodo dell'anno potrebbe venire sottovalutato dall'apicoltore alle prime armi; invece è forse uno dei più delicati in quanto le famiglie devono garantire la sopravvivenza della covata, che in condizioni estreme di freddo richiede un consumo importante di miele. Non è infrequente trovare a marzo famiglie morte per fame, proprio per i motivi che vi sto per elencare. Valuteremo dunque la quantità di scorte nel nido, e se del caso faremo un'integrazione con del candito, che potrebbe anche essere proteico per incentivare la covata nel caso si fosse intenzionati alla raccolta delle prime fioriture, ossia principalmente tarassaco e marasca del Carso. Giusto per dare un'idea, teniamo presente che il glomere in assenza di covata ha una temperatura media di 18°C; mentre se le larve si stanno formando hanno bisogno di una temperatura media di 34°C che viene assicurata loro dalle api con il proprio corpo. Per fare questo hanno quindi bisogno di molta energia, tanto che il consumo medio di miele nei mesi freddi è limitato a 1,5-2 Kg al mese, mentre da febbraio arriva a 4-5 Kg al mese. Un augurio di buon lavoro.

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