covata calcificata

Un passo in apiario un po dolente in questo periodo è quello di trovare nel fondo dell'arnia piccole larve bianche gessate,la covata calcificata.
Causata da un fungo che colpisce le larve,per prima quelle dei fuchi per il fatto che sono normalmente poste alla periferia dove umidità e temperatura risultano più favorevoli allo sviluppo del fungo.
Per evitare lo sviluppo della malattia,è importante che la famiglia sia forte ed equilibrata e nel caso nutrita.
E' importante il rapporto tra nutrici e covata,la mancanza e insufficènza delle prime per cause esterne nel accudire la covata e uyn possibile raffreddamento favoriscono lo sviluppo del fungo.
A questo punto il primo intervento è quello di stringere la famiglia rinforzandola all'occorrenza;le temperature sono alte se l'importazione non è sufficente si provvede si provvede alla alimentazione per un certo periodo,e tutto dovrebbe risolversi.
Solo in un secondo tempo se la malattia persiste è consigliato la sostituzione della regina.
Una causa esterna a un forte calo di api repentino nella famiglia può essere dovuto in questo periodo gli avvelenamenti delle bottinatrici per i pesticidi.

E' già in corso in questo periodo il rischio per le api di bottinare su colture trattate con prodotti chimici,anche durante la fioritura.
L'avvelenamento dell'ape avviene per ingestione o per contatto bottinando nettare polline e acqua,per i trattamenti delle varie colture:mais ,vite,olivo,peschi,con pesticidi distribuiti normalmente in forma liquida e in polvere ancora più deterrente per la sua durata.

Le regole per i trattamenti ci sono,che vengano rispettate fa parte dell'educazione e del rispetto reciproco tra persone,il ciò è tutto un bel dire.

L'apicoltore che ha l'apiario in zona di possibile esposizione ai veleni dati agli impianti e alle semine deve far rispettare le regole nei momenti di trattamento(possibilmente prima del misfatto).
Una richiesta gentile di attenzione per le api a volte può bastare.
Nella mia esperienza personale,l'altra stagione di coltivazione del mais a ridosso del mio apiario,vedendo il trattamento in corso con i trampoli,ho chiesto e ottenuto una certa distanza di sicurezza dalle api.
Quando si agisce con buon senso il rispetto reciproco vien da se.
Qualche anno fa partecipavo a una delle lezioni per esperti apistici a Pozzuolo del friuli,nel cuore della coltivazione intensa del mais,sul rapporto api-mais.
Tra i vari argomenti sono rimasto sorpreso dei trattamenti con polveri:queste oltre a depositarsi sulle fioriture spontanee rimangono sospese in aria per un lungo periodo;l'ape che l'attraversa ne resta così contaminata.

Un grosso pericolo per l'ape su queste piante contaminate è la ricerca dell'acqua che trova con la rugiada o la trasudazione delle stesse.
Ecco perche ribadisco sempre, a quanti ho potuto,di munire di un abbeveratoio il proprio apiario fin da inizio stagione che prendano l'abitudine e non vadano a bottinare acqua sulle piante contaminate.

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