Novembre

Questo autunno ormai iniziato alterna periodi freddi e ventosi a giornate soleggiate e tiepide come quella di ieri, che sono l’ideale per svolgere il lavoro di invernamento finale dopo le passate visite. Questo lavoro richiede un'attenzione e valutazione particolari dato che, una volta chiusa, la famiglia passerà tutto l’inverno senza essere disturbata; al limite, se sarà il caso, verrà alimentata. Dato ormai che le temperature sono vicine allo zero e durante il giorno la temperatura mite dura qualche ora, credo di poter consigliare di non fare più affidamento al telaino di miele oltre il diaframma per l’alimentazione, ma utilizzare al bisogno il panetto di candito o lo sciroppo (concentrato in proporzione 2:1): così faccio anche io. Oggi voglio raccontarvi una cosa che quest’anno sperimento per la prima volta in questo periodo di invernamento. L’dea è nata dopo un incontro tenuto un paio di settimane fa dall’associazione “ape carnica”, in particolare dalla relazione fatta da un apicoltore professionista sulla valutazione della quantità di varroa per mezzo dello zucchero a velo mescolato con la diatomea (farina fossile) usata in enologia che ho trovato in un negozio specializzato. Questa polvere finissima che le api si trovano addosso farebbe sia soffocare l’acaro che causare nelle api stesse la pulizia e per sfregamento un buon numero di varroe si staccheranno. Nulla di scientifico, ha precisato. Personalmente l’avevo provato il giorno dopo su alcune famiglie, e lo sto facendo in questi giorni su tutte dato che, scientifico o no, le varroe cadono. Il dott.esp.ap. ha detto che questa miscela che opera sempre in modo meccanico sulle interessate e riduce l'appetibilità dello zucchero, perciò vi è minore pericolo di sacheggio specialmente in periodi caldi della stagione. Ricordo ancora che si tratta di una valutazione e non di un metodo di lotta contro questo acaro per il quale sono previsti appositi farmaci. Ho quindi deciso di posticipare il trattamento con bioxal, anche perché ho delle famiglie ancora con una piccola rosa di covata. Per concludere vi ricordo che in questo periodo di bassa attività la calma è solo apparente: per chi vuol fare seriamente e con impegno l’allevatore di api ci sono una sequenza continua di incontri dove vengono presentate e discusse le più svariate problematiche... senza dimenticare le ultime novità sull’apicoltura portate da diversi professionisti e dai dottori, ognuno con la propria specializzazione ed esperienza e che sono la base per un proficuo scambio di idee.

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