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prima di Pasqua

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Salute a tutti, amici apicoltori. Con il perdurare di freddo e di tempo variabile in questo ultimo periodo in cui la primavera tarda ad arrivare vi vorrei consigliare alcuni accorgimenti: anche se le giornate sono belle, con temperature massime ottimali per le visite alle nostre api, non dimentichiamoci che durante la gran parte della giornata le temperature sono comunque basse; anche per la prossima settimana queste non si alzeranno di molto perciò prudenza nel nostro lavoro. Nel visitare la nostra famiglia dobbiamo valutare attentamente la quantità di api che abbiamo, la quantità di covata opercolata, su quanti questa si trova e quanti in totale, e prenderemo nota anche delle differenze tra famiglie. Buona cosa sempre segnarsi tutto! Nel caso in cui la famiglia abbia poca covata e api può succedere che il telaino laterale sia semivuoto o completamente °disabitato°: sarà il caso di toglierlo e stringere il diaframma. In altre situazioni potremmo già trovare una bella famiglia, co...

una rondine non fa primavera

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Mancano pochi giorni di calendario alla primavera, però…solo una rondine si è vista arrivare! Come recita il proverbio, è proprio il caso di dire, che “una sola rondine non fa primavera”. A causa dell’ultimo freddo portato dalla coda dell’inverno, ci ritroviamo in apiario in una situazione anomala. Purtroppo le rose di covata viste in febbraio sono ora scomparse e riscontriamo quindi blocchi pressochè totali di covata. Pertanto si consiglia di approfittare con l’intervento di pulizia attraverso l’acido ossalico. Io l'ho fatto quattro giorni fa,ed oggi ho rilevato una caduta variabile di qualche acaro a una ventina in un paio di famigliole. Si suggerisce vivamente, comunque, di effettuare una visita minuziosa qualora la temperatura dell’aria sia superiore ai dodici gradi e con le api visibilmente attive. Se osservando la famiglia, riscontriamo i favi esterni piuttosto scoperti, è meglio rimuoverli per compattare la famiglia stessa. In queste modo il nucleo di api risponde in manier...

acqua

Oggi vorrei parlare di un argomento di particolare interesse in questo periodo, ma che ancora in molti tendono a sottovalutare (probabilmente ne avevo già parlato ma credo non faccia male ripeterlo)... e cioè: l’acqua. E’ in questo periodo che l’apicoltore dovrebbe munire il proprio apiario di un abbeveratoio o simile, in modo che le api si abituino da subito, e per tutta la stagione, a bere da una fonte comoda ma soprattutto situata all'interno del nostro terreno. In questo modo eviteremo che vadano ad abbeverarsi presso le case limitrofe, dove magari ci sono vari contenitori di acqua piovana, con tutte le spiacevoli conseguenze che ciò comporta per una sana convivenza col vicinato. Un curioso riscontro che ho potuto constatare sul tema, ma che non ci deve meravigliare, è il fatto che anche nella scelta dell'abbeveratoio l’ape predilige il colore giallo piuttosto che bianco o di altri colori! Anche questo dettaglio, per piccola cosa che sia, è importante per tenerci l’ape a ...

gennaio

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Eccomi presente! Siamo arrivati agli ultimi giorni di gennaio: teoricamente siamo in inverno ma dalle temperature e dal perdurare delle belle giornate non si direbbe... Anche se ciò che perdura è anche la lamentela: "molto probabilmente il freddo ritornerà a farsi sentire". Nelle nostre famiglie d’api abbiamo avuto un sviluppo anticipato della covata che è già presente da qualche settimana; la regina segue la luce e con l’aggiunta del fattore temperatura ci troviamo in un telaino e anche più la presenza di una bella rosa, di covata che ci fa subito venire in mente il proverbiale motto: ”più covata più fame”. Si consiglia di valutare le scorte rimaste ed eventualmente integrare con candito la famiglia. In questo periodo di inizio sviluppo la richiesta di alimentazione è sempre maggiore a causa della necessita' di mantenere una temperatura ben superiore a quella necessaria per svernare. Non meno importante sarebbe opportuno approfittare di qualche bella giornata in cui,...

dicembre

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Eccoci di nuovo, mi rifaccio vivo... Oggi voglio ricollegarmi al discorso della scorsa volta a proposito del trattamento posticipato con apibioxal, che ho poi eseguito qualche settimana dopo il mio ultimo post. In effetti l’apicoltore ha il tempo di eseguirlo per tutto il periodo di assenza covata purchè la temperatura della giornata ce lo permetta e la famiglia sia in movimento, perciò abbastanza larga per ricevere un trattamento il più omogeneo possibile. Un'attenzione particolare ai ritardatari, ai quali consiglio un intervento in tempi brevi e già che apriamo l'arnia approfittiamo per constatare in che condizioni si trovi il telaino laterale: se vuoto di api e di miele, logicamente occorrerà stringere la famiglia. A questo punto del discorso mi viene in mente l’usanza adottata da qualche professionista, sentita anni fa, per quanto riguarda l’alimentazione della famiglia in questo periodo: preparano in anticipo un telaino di miele, scaldandolo vicino a una fonte di c...

Novembre

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Questo autunno ormai iniziato alterna periodi freddi e ventosi a giornate soleggiate e tiepide come quella di ieri, che sono l’ideale per svolgere il lavoro di invernamento finale dopo le passate visite. Questo lavoro richiede un'attenzione e valutazione particolari dato che, una volta chiusa, la famiglia passerà tutto l’inverno senza essere disturbata; al limite, se sarà il caso, verrà alimentata. Dato ormai che le temperature sono vicine allo zero e durante il giorno la temperatura mite dura qualche ora, credo di poter consigliare di non fare più affidamento al telaino di miele oltre il diaframma per l’alimentazione, ma utilizzare al bisogno il panetto di candito o lo sciroppo (concentrato in proporzione 2:1): così faccio anche io. Oggi voglio raccontarvi una cosa che quest’anno sperimento per la prima volta in questo periodo di invernamento. L’dea è nata dopo un incontro tenuto un paio di settimane fa dall’associazione “ape carnica”, in particolare dalla relazione fatta da u...

Autunno

Cari allevatori e allevatrici di api, è ormai passato un mese dall'ultima volta che ci siamo sentiti. Questo periodo dell'anno è infatti meno impegnativo per quanto riguarda le attività in apiario e ci si può dedicare a tutte le attività di contorno, quali ad esempio riparazione e manutenzione delle arnie, invasettamento dell'ultimo miele raccolto, rilettura del prezioso diario che contiene le annotazioni fatte di giorno in giorno nella stagione appena passata. Poi c'è chi, come me, effettua la riduzione della famiglie tramite il travaso in arniette più piccole. Un aspetto fondamentale che condiziona lo stato sanitario dell'intera colonia è quello nutrizionale: con le attuali metodologie di agricoltura moderna a monoculture, al giorno d’oggi nel nostro territorio scarseggiano soprattutto le risorse di polline, elemento importantissimo per lo sviluppo ghiandolare di larve e api giovani, e la presenza di fioriture tardive che possano assicurare un'adeguata scort...